Sarracinesca Paola Sartori, di li non si passa

Fondamentale. Utile e Seria. Onnipresente, essenziale e pedina certa in uno scacchiere che ormai non può fare a meno di lei. Stiamo parlando di Paola Sartori estremo difensore sempre più protagonista del Real Bardolino. Sartori tanto timida nella vita come rabbiosa nel trasformarsi domenica dopo domenica in uno dei migliori portieri della categoria femminile.

Paola, cosa vuole dire per tè la parola Calcio?

“Vuole dire tante cose. Gioco, svago. Stare assieme in armonia. Vuole dire scaricare la tensione che si accumula nel normale svolgersi della vita, ma soprattutto mi sento di dire che questo sport rappresenta per me una gran voglia di riscatto nel dimostrare giorno dopo giorno che ci sono ancora come sportiva”.

Da dove arriva la scelta del tuo ruolo, il portiere?

“Dalle medie. Da un mio professore che schierandomi nella pallavolo a livello difensivo mi aveva visto particolarmente portata alla fase di copertura. Poi dalla pallavolo è arrivato il calcio e non ho più smesso di coprire”.

Perchè Real Bardolino?

“Per il nome prima di tutto. Tutto il mondo femminile sa cosa ha fatto il Bardolino con il suo presidente Marcello Battistoli negli anni. Poi perché nel trentino il calcio, soprattutto quello femminile, non è visto con la stessa passione che lo vedete qui da voi. Non ci sono società all’altezza di quelle venete e viene visto come uno dei tanti sport. A Bardolino , con una società simile, mi sento importante come si sentono importanti le mie compagne. Tutte unite in un unico obiettivo.

Se ti dicono Real Bardolino a livello societario, cosa ti viene in mente?

“Un giocattolo perfetto. Un insieme di persone che lavorano nel rispetto dei ruoli. Una dirigenza che sa quello che vuole”

Se ti dicono Marina Pellizzer cosa ti viene in mente?

“Una persona che mi ha stupito in positivo sotto l’aspetto motivazionale. Una persona che ci tiene e che riesce a trasmettere la propria voglia e grinta alla squadra. Invece sotto l’aspetto tecnico non avevo dubbio il suo nome, e la sua esperienza la dice lunga”

Come vedi il vostro campionato?

“Lo vedo bene. Siamo forti. Per scaramanzia non dico altro”

Cosa manca al sistema Real Bardolino secondo tè?

“Poco i nulla, ma se proprio dire qualche cosa parlo del mio ruolo, il portiere. Sono coerente che la società è completamente nuova, ma a mio avviso dovrebbe lavorare molto nel crescere una scuola per i portieri, ruolo fondamentale per il calcio femminile molto più che nel maschile, dando agli estremi difensori le formazioni calcistiche adatte alla propria età. Altrimenti si rischia di bruciare giovani e brave calciatrici deluse da situazioni negative”.

Quanti sacrifici devi fare per giocare a calcio?

“Moltissimi. Tanto stress. Nel lavoro non esistono più le pause. Devo fare sempre un dritto per riuscire ad allenarmi per esempio. Questo lo faccio molto volentieri anche perché per la prima volta da quando gioco ho a disposizione un preparatore dei portieri ogni giorno e tra l’altro molto bravo. Anche questa cosa da dimostrazione di quanto sia serio il Real Bardolino”.
Andrea Mantovani

 

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